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CONSIDERAZIONI DINAMICHE
Il variatore AGOSTINI differisce sostanzialmente dagli altri variatori meccanici, in
quanto presenta la caratteristica che la pressione che si esercita tra le superfici di
attrito non è costante, ma crescente con il valore della coppia trasmessa. Infatti la
spinta radiale N che si esercita tra coni e anello si adegua, istante per istante, alla
forza di trascinamento T dipendendo proprio da essa.
Questa caratteristica è resa possibile dal sistema di trasmissione costituito dall’anello che
è senza asse fisso e quindi è libero di assumere assetti diversi, a seconda delle condizioni
di carico.
Nello schema raffigurato sono rappresentate le circonferenze di contatto dei coni e
dell’anello. Nelle condizioni di riposo i punti Ho e Ko di contatto dell’anello
con le ruote si trovano diametralmente opposti rispetto al centro dell’anello Co.

Quando, però, sull’albero motore è applicata una coppia M, in H O si genera la
forza tangeziale che tende a far rotolare l’anello intorno alla ruota
condotta portando il suo centro in C fuori della congiungente i centri O e O’ (Fig.
b). Di conseguenza i punti H e K si vengono a trovare agli estremi di una
corda, e le forze di trascinamento T, ivi applicate, risulteranno tra loro inclinate
di un angolo 2ß.
Ancora nei punti H e K si sviluppano le forze N che hanno direzioni radiali e che, composte con le rispettive forze tangenziali, danno luogo
alle risultanti V disposte sulla retta d’azione HK.
Per l’equilibrio valgono le seguenti relazioni:
V=T/sinB
(1)
V=T/tgB
(2)
Le forze V agiscono sull’anello deformandolo elasticamente in modo da
consentire l’assetto di Fig. b, mentre le componenti N, legate alla T mediante la (2),
sono quelle che garantiscono il trascinamento per attrito.
E’ da osservare che siccome l’angolo ß non è costante al variare di T, ma crescente con
esso, la forza N non è legata a T secondo una legge di proporzionalità, ma secondo una
funzione trascendente.
I vantaggi di questo sistema sono evidenti: negli altri variatori occorre esercitare una
spinta costante tra le superfici, di entità tale da procurare
un attrito sufficiente anche nelle condizioni di massimo carico, con
ripercussioni negative sul rendimento e sull’usura; nei variatori AGOSTINI invece la
pressione tra le superfici di contatto si sviluppa solo sotto carico e cresce con esso.
(Tratto da uno studio effettuato sui variatori AGOSTINI dall’ Ing. P. Lonardo della
Facoltà di Ingegneria di Genova).
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